PRESENTAZIONE


LE ORIGINI

L'IMMAGINE

IL SANTUARIO

LA DEVOZIONE

MAPPA DI LOCALIZZAZIONE

MASSE

AUDIO
LE ORIGINI

Finestra dell'eremo di San Marcos dove  stata ritrovata l'immagineLe cronache storiche riferiscono che all'inizio del XVII secolo esisteva in quel luogo un piccolo eremo dedicato a San Marcos e che il 15 settembre 1605 una piccola immagine della Vergine fu ritrovata in una delle sue finestre. Nessuno ha mai conosciuto la storia precedente di quella immagine. Si sa solo che i locali la raccolsero e la deposero riverentemente all'interno dell'eremo, e che da allora sempre più persone si recavavano in quell'eremo per venerare e pregare alla Vergine Maria.

IL NOME DELLA VERGINE

Inoltre la storia racconta che, poco prima che l'immagine mariana fosse trovata nel suriferito eremo di San Marcos, esisteva (e tuttora si conserva) un’altra immagine molto simile nel vicino quartiere di Marrón nota come la Vergine del Mare. Si racconta che un uomo di Marrón, di nome Rodrigo de Ungos, venne a ringraziare la Vergine del Mare per i favori ricevuti e che, vedendola in pessimi condizioni, la prese con se per portarla a restaurare, ma per modestia non ne parlò con nessuno.

Accadde allora che, nello stesso momento in cui gli abitanti di Marrón, ignari dell'accaduto, cercavano la loro Vergine scomparsa, nell'eremo di San Marcos fu ritrovata la nostra scultura. Ciò diede origine ad un forte conflitto, perchè gli abitanti di Marrón, credendo che l’immagine di detto eremo fosse la loro, ne chiesero insistentemente la restituzione.

La disputa durò fino a quando il buon Rodrigo de Ungos, dopo aver restituito la Vergine del Mare già restaurata e, rendendosi conto del disordine che il suo comportamento aveva provocato, chiese perdono e chiarì che l'immagine trovata sulla finestra del l'eremo di San Marcos era un’altra, diversa da quella di Marrón. Quindi i vicini dell'eremo poterono affermare ciò che, senza dubbio, è stato dimostrato: che la loro immagine «non è stata rubata, ma è apparsa, ed è apparsa bene (=Bien Aparecida)!». Da qui il suo nome.